Chi era davvero Donato “Denis” Bergamini? E soprattutto, perché è morto? Domande che, dopo 22 anni, ancora non hanno trovato una risposta. Centrocampista di Argenta bello e di talento, da cinque anni giocava a Cosenza, in serie B. È una mezzala sinistra, che copre e costruisce, ma che soprattutto ha polmoni d’acciaio e fiato da vendere, qualità che contano più della tecnica nel calcio di provincia. Esordisce tra i dilettanti emiliani, prima all’Imola, poi al Russi.
Nel 1985 il Cosenza, squadra ambiziosa che sogna di tornare in B dopo 20 anni si accorge di lui. E nel 1988 festeggia davvero la promozione. È il glorioso Cosenza di Gianni di Marzio, in cui Bergamini dà il meglio di sé. Sull’asse Bergamini-Padovano si muovono i sogni di una città per cui la serie A non è più un miraggio. È la stagione più bella nella storia del club, la promozione sfuma solo per la classifica avulsa. In estate il Parma fa di tutto per ingaggiare Bergamini, ma la società rossoblu lo dichiara incedibile e lo conferma per un’altra stagione. L’ultima.