C’è l’aria dell’esame di maturità e l’atmosfera della corrida. Le bandiere delle Asturie si confondono con quelle rossoblù in un pomeriggio di settembre a Oviedo. La città aspetta l’evento dell’anno, la conclusione della festa di San Matteo, con i migliori tori e toreri di Spagna in piazza. Ma per il Genoa quello è un giorno speciale per un altra ragione. È il debutto in Europa, almeno quella moderna. I precedenti, infatti, si perdono nel bianco e nero dei filmati dell’Istituto Luce, nella sconfitta a Praga contro lo Slavia nella Coppa dell’Europa centrale. L’avversario non è dei più conosciuti, e questo al tecnico Bagnoli piace: così dobbiamo contare solo su noi stessi, dice. In realtà qualcosa sa: da due settimane, infatti, il suo braccio destro Maddè è a Oviedo per studiare una squadra che due anni prima giocava in serie B e alla vigilia della sfida è quarta in classifica. Cinque punti in tre partite, zero gol subiti e un successo a Barcellona sull’Espanyol lo score. L’allenatore degli asturiani, Irureta, come Bagnoli unisce saggezza e aggressività. Schiera un 5-3-2 roccioso, con Carlos e il romeno ex Fiorentina Lacatus di punta.
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lunedì 1 agosto 2011
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